E confusi mondi e confuse idee,pensieri declinanti di rifugiati sogni,
di delirio e follia. Paradossi comprensibili sul filo del domani,
ricamano iridescenti arabeschi d’un possibile noi.
E cogitando al futuro s’intravede un orizzonte vergine, che
arrossisce di mal celati pudori e malizie quasi infantili.
La luce era nostra, c’apparteneva di diritto, ne eravamo
i dispensatori silenti, gli unici ad esserne consapevoli.
Michela Censi

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