sabato 10 aprile 2010

Astrattismo


E confusi mondi e confuse idee,pensieri declinanti di rifugiati sogni,

di delirio e follia. Paradossi comprensibili sul filo del domani,

ricamano iridescenti arabeschi d’un possibile noi.

E cogitando al futuro s’intravede un orizzonte vergine, che

arrossisce di mal celati pudori e malizie quasi infantili.

La luce era nostra, c’apparteneva di diritto, ne eravamo

i dispensatori silenti, gli unici ad esserne consapevoli.

Michela Censi

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